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Home staging e camerette “speciali”

Desidero che l’home staging diventi a tutti gli effetti una risorsa di utilità per la famiglia. Ho scelto di specializzarmi nell’arredamento di “camerette speciali” seguendo una metodologia d’arredo educativa pedagogica riconosciuta ed apprezzata a livello internazionale adatta a tutti i bambini/e dai primi anni di vita in particolare dai due anni ai sei anni, progettata con materiale analitico, autocorrettivo e ludico per supportare lo sviluppo cognitivo. In presenza di bambini/e più bisognosi di attenzioni, con diagnosi ad esempio di DSA, ADHD, spettro autistico in diverso livello, tra cui sindrome di Asperger, quindi neurodiversità “abili” il raggiungimento delle autonomie è più facilitato e la crescita avviene in un ambiente adatto, dove tutto è a portata di mano e i miglioramenti avvengono in autonomia e spontaneamente.

Noi genitori desideriamo per i nostri figli preparargli una stanza un po “magica”.

Dai primi mesi di vita sino ai sei anni di età lo sviluppo neurologico è relazionato al fatto che per natura, gli stimoli sensoriali e ambientali vengono recepiti con maggiore intensità, mentre si verifica un calo naturale di interessi e apprendiemento negli anni a seguire vicini all’adolescenza. Ecco perchè è importantissimo fare crescere nostro figlio/a in un ambiente di casa che sia educativo e ricco di stimoli sensoriali adeguati. Il rapporto del neonato, o bambino/a con l’impatto ambientale è di fondamentale importanza. Pertanto non dobbiamo sottovalutare l’ allestimento della cameretta, anzi! A seconda dello spazio disponibile, e della luminosità naturale, delle esigenze famigliari e dei più piccoli, è possibile usufruire di una stanza arredata con una metodologia ben precisa, pedagogica ed educativa che mira a un raggiungimento delle autonomie in maniera naturalmente progressiva e spontanea. La camera viene arredata tenendo conto dell’età evolutiva, dei bisogni individuali, oltre che di un fattore di sicurezza.

L’home staging a mio avviso è una ricca risorsa per la famiglia, perchè aiuta un contesto famigliare nella quotidianità, specie se sono presenti delle “difficoltà speciali” che richiedono una maggiore attenzione da parte di noi genitori. In caso di relazioni cliniche che riportano neuro diversità in livello di valutazione lieve, moderato o importante, per altre disabilità, è giusto trovare una soluzione abitativa che sia di aiuto. Quindi ecco che è necessario creare un ambiente circostante sicuro, ordinato, con pochi ma mirati giochi educativi, dove i colori devono essere toni pastello, comunque tenui ed equilibrati tra loro. A seconda delle “passioni” individuali è possibile creare un ambiente ad hoc in cui il bambino/a impari passo dopo passo a raggiungere con facilità gli oggetti, libri, giochi e altro senza chiedere l’aiuto costante di mamma e papà.

Stimoli sensoriali, confort, la suddivisione di spazi ben precisi in relazione alle fasi della giornata, risveglio, cambiarsi, giocare, fare i compiti, la scoperta di un nuovo libro o giocattolo educativo…sono tutti momenti in cui giorno dopo giorno avviene un confronto, una scoperta, una nuova elaborazione individuo/spazio circostante.

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